In tutte le attività e i campi della ricerca esistono alcuni punti di riferimento particolari, creazioni umane che rappresentano entità di rilievo all’interno del loro insieme. Nella letteratura calcistica, quest’opera di riferimento è il classico di Jonathan Wilson, Inverting the Pyramid, in cui viene presentata l’evoluzione tattica del gioco, dai suoi primi passi caotici fino ai giorni nostri. Si tratta, in sostanza, della “Bibbia” del calcio per quanto riguarda la fisionomia del gioco, fisionomia che a sua volta si definisce attraverso lo sviluppo della tattica.
Nelle storie calcistiche più frequentemente ricordate, dominano le figure dei protagonisti — i calciatori e, in secondo piano, forse alcuni allenatori o tecnici, e successivamente qualche dirigente. Ciò non è certo un caso: i calciatori si trovano sul palcoscenico di ogni rappresentazione calcistica, sono loro a creare quell’esperienza collettiva che si estende anche sugli spalti, e in moltissimi casi è proprio il percorso della loro vita a dar forma a miti tangibili con cui il grande pubblico può identificarsi in ogni angolo del mondo. Eppure, per quanto possa sembrare paradossale, non sono quasi mai i calciatori — almeno non individualmente — a plasmare la fisionomia del gioco. Le grandi stelle, gli incantatori della dea rotonda, sono coloro che riescono a distinguersi in un determinato contesto evolutivo grazie al loro talento inesauribile e a quella dose di magia personale che consente loro di andare oltre i livelli consueti e prevedibili.
Tuttavia, la sovrastruttura culturale del calcio è il risultato di un’esperienza collettiva dell’umanità, che ha attraversato mutamenti nei modelli socioeconomici, una riconfigurazione dei modi di vita a livello globale, un cambiamento vertiginoso nella comunicazione umana e, naturalmente, un’enorme evoluzione delle scienze e dell’ingegneria. Questi sviluppi hanno modellato il calcio sul piano tattico, che è, in fin dei conti, ciò che determina la forma del gioco che vediamo, sia negli stadi che sugli schermi televisivi.
Conoscere la natura attuale del gioco implica leggere l’evoluzione di questa forma, in connessione con il contesto socioeconomico di ogni epoca, con le dinamiche politiche ed economiche a livello nazionale o globale, e con i contrasti ideologici tra le varie scuole di pensiero che, a seconda dei periodi, hanno dominato in diverse zone del pianeta. Il modo in cui si gioca a calcio non è il frutto di un’evoluzione neutra, ma una creazione collettiva che porta impressi tutti i segni della nostra storia comune.
Questo significato viene colto in maniera sorprendente da Jonathan Wilson nel suo opus magnum sull’evoluzione della tattica calcistica. Presentando i grandi passaggi che hanno influenzato lo sviluppo del gioco, offre al lettore tutto il contesto in cui questi sono potuti accadere. Come scrive egli stesso nelle prime parole del primo capitolo: «In principio c’era il caos e il calcio era senza forma. Poi arrivarono i vittoriani e lo codificarono, e dopo di loro i teorici lo analizzarono.» Questo è Inverting the Pyramid: una vasta panoramica sull’analisi tattica del calcio.
Dall’anarchico calcio dei contadini, passando per il rushing game dell’aristocrazia britannica, fino al combination gamedella classe operaia, il libro incontra i primi tentativi di sviluppo ideologico dell’approccio tattico — con connotazioni politiche e di classe, come nei caffè di Vienna, oppure con elementi nazionali e anticolonialisti, come accadde in Argentina. Così il lettore può comprendere il ruolo del WM, della nuestra, del verrou, del metodo, del catenaccio, dell’anti-fútbol, del calcio brasiliano fatto d’arte e di quello orientato al risultato, del celebre total football e della sua continuazione moderna. Tutto questo attraverso l’evoluzione degli schemi: dal 2-3-5 — la “piramide” che segnò l’inizio del calcio moderno con l’introduzione della regola del fuorigioco come la conosciamo oggi — fino alla sua inversione nel XXI secolo, nella sua forma più pura, incarnata dall’abbagliante nazionale francese all’alba del nuovo millennio.
Come si può facilmente intuire, il baricentro del racconto è posto sull’Europa e il Sudamerica — i due continenti che, fino ad oggi, hanno prodotto tutte le Nazionali e i club Campioni del Mondo. Del resto, fino ai nostri giorni, è da questi due poli geografici ben definiti che partiva ogni innovazione, che poi ispirava il resto del mondo — un mondo che ancora oggi cerca il modo di inserirsi nei ranghi più alti dell’eccellenza calcistica, spesso ignorando che l’ingrediente fondamentale per una rivoluzione calcistica è un contesto sociale che permetta libertà di pensiero, scambio di idee, e spazio per sviluppare metodologie sbagliate — in altre parole, per sperimentare. Anche nella storia del capitalismo e del calcio di mercato spinto all’estremo, questa è la ricetta che porta al successo — anche economico.
Eppure, Inverting the Pyramid non va letto solo per comprendere questa dialettica di un fenomeno sociale che è anche uno sport. Questo bestseller calcistico, scritto con maestria, è l’opera che spalancherà al lettore nuove domande, darà spazio ad altre ricerche: sulla storia sociale, sulle biografie di calciatori, allenatori e dirigenti che hanno forgiato il gioco, sulle connessioni tra tutte le cose che ruotano attorno al pallone. Per questo motivo, quest’opera rappresenta il miglior punto di partenza per lo studio del calcio — perché ci sono tantissime storie affascinanti da raccontare, ma senza il filo che lega tutte le esperienze e le visioni del fenomeno sportivo globale, queste storie restano isolate, come fiabe.
Inverting the Pyramid può essere definita la “Bibbia del calcio”. Gli mancheranno sempre le pagine future — e proprio per questo, lo stesso Jonathan Wilson si preoccupa di aggiornarla con nuove edizioni a intervalli regolari. Rimane tuttavia il punto di riferimento su cui costruire la nostra conoscenza calcistica, aprendo le sue pagine alle nostre future esplorazioni e svelando la ricchezza dell’immensa bibliografia calcistica attraverso le domande che suscita in ogni lettore appassionato dello stesso gioco.

